Velo Sposa: la Storia dietro la Tradizione Moderna e Velo Sposa nel Mondo

Cara amica oggi parliamo del Velo Sposa.
In particolare vorrei raccontarti la sua storia, il percorso che ha fatto prima di diventare l'accessorio più amato dalle spose occidentali.

Partiamo dalle origini.
Il primo velo si chiamva Flammeum e divenne usanza nuziale grazie a Flamine Diale, moglie del sacerdote di Giove: era color fiamma come il vestito e  lo indossava durante i sacrifici forse per coprirsi o nascondersi.
Era considerato di grande auspicio, perchè la fanciulla non poteva divorziare e così ben presto l'usanza si diffuse tra le spose antiche.

Era quindi la fortuna il suo simbolo primario, soprattutto se le era stato tramandato dalla madre e il suo matrimonio era stato forte e duraturo.

Ma c'è anche un aspetto molto particolare: a quanto pare il velo serviva a nascondere la sposa al futuro marito! Proprio così: quasi tutti i matrimoni erano combinati e se i due sposi non riuscivano a vedersi prima del si, non potevano scappare se si fossero trovato davanti un viso poco gradevole.
Ingegnosi questi antichi!

Fortunatamente non tutti la pensavano allo stesso modo: gli sposi più audaci lo indossavano entrambi (ovviamente quello di lei copriva il capo di lui) come simbolo di unione e forza dinnanzi ai pericoli e agli ostacoli esterni.
Decisamente più romantico :-)

L'unica cosa comune a tutte era che era d'obbligo e che dovesse essere di un colore molto acceso e caldo (Flammeum = fiamma).

Le cose cambiarono quando il velo fu accostato alla purezza: le spose fiere di non aver ceduto alla passione ed essere arrivate vergini al matrimonio, iniziarono ad indossare un grande velo bianco per comunicarlo apertamente e distinguersi dalle altre.
Ecco da dove deriva l'usanza moderna dello sposarsi in bianco.

L'evoluzione proseguì e con lo sbocciare dell'economia e della società sempre più simile a come la conosciamo oggi, il velo assunse caratteristiche di distinzione sociale: più si era abbienti e più lo si adornava di ricami e pietre preziose come simbolo delle proprie ricchezze.

Un capitolo a parte lo merita l'evoluzione del velo nel Novecento.
Fino ad allora il velo era sempre stato una semplice stoffa leggera, adornata al massimo con una corona o con un fermaglio prezioso.

Il Nocevento assiste ad un'esplosione di creatività e nuovi modelli diffusi tuttora.
Negli anni 20, ad esempi, nacque la famosa veletta, una rete bianca molto piccola che si attacca all'acconciatura e copre metà viso.

Si iniziò anche a giocare con i tessuti e con la lunghezza del velo: se fino ad allora era stato semplicemente proporzionato all'abito e all'altezza della sposa, ora era il gusto personale a deciderne l'estensione.
Nacquero così gli infiniti modelli tra cui possiamo scegliere oggi e di cui ti parlerò nel secondo articolo

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E nel resto del mondo?
In Africa nessuna sposa indosserebbe il velo: ad esso preferisce un copricapo abbinato al vestito.
In Cina è un elaborato copricapo ad incoronare la testa della sposa.
I giapponesi, invece, sono sempre come distinguersi: il velo è un'imponente struttura che serve a nascondere la sposa dalle male lingue delle altre fanciulle invidiose.
Quelle più vicine alla tradizione, invece, sono le spose islamiche, che condividono il velo col marito durante le preghiere prematrimoniali.
Non si discostano molto neanche le spose indiane che in occasione delle nozze lo indossano coloratissimo, intrecciato da ricami dorati e dettagli in metalli pregiati.

Concludo raccontandoti questa piccola curiosità che riguarda proprio noi spose italiane: usanza vuole che il velo debba essere lungo tanto quanto lo sono stati gli anni di fidanzamento. Per ogni anno un metro da aggiungere.
Quanto sarebbe lungo il tuo? Scrivilo qui sotto tra i commenti!







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